SISMA E LEGGE DI BILANCIO 2018: I MIEI EMENDAMENTI

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BUSTA PAGA PESANTE, PREISTRUTTORIA, CONTRIBUTI ALLE IMPRESE, ZONA FRANCA URBANA, S.A.E., BENI DIOCESANI, RATEIZZAZIONE PER LE IMPRESE, SPAZI FINANZIARI PER I COMUNI, TERREMOTO MARCHE-UMBRIA 1997, SOA, DETASSAZIONE ATTIVITA’ FORMATIVE IN AREA SISMA, CROWDFUNDING SOCIALE

L’argomento più importante per le Marche nella legge di Bilancio 2018 è indubbiamente quello che riguarda gli interventi per le popolazioni colpite dal terremoto nel 2016 e 2017.

Il Senato ha introdotto, in prima lettura, alcune parziali modifiche al Disegno di legge del Governo. Nei giorni scorsi ho presentato una ventina di emendamenti che sono ora al vaglio della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati.

In particolare ho cercato di riassumere in un emendamento “più corposo” le numerose criticità da superare e, in altri, di proporre singoli soluzioni per i diversi problemi.

Le proposte che ritengo più significative riguardano:

1) l’integrazione della legge per evitare che coloro che hanno prima chiesto e poi revocato la domanda per accedere alla “busta paga pesante” debbano restituire in un’unica rata le somme dovute per il periodo in cui il beneficio è stato loro applicato; nel frattempo ho  chiesto alla Commissaria De Micheli di valutare se si può risolvere il problema con un atto di chiarimento dell’Agenzia delle Entrate o del MEF e così dare una risposta in tempi più brevi alle tante centinaia di lavoratori interessati;

2) la semplificazione del procedimento in materia di ricostruzione privata, eliminando l’obbligo per chi chiede l’accesso ai contributi per la ricostruzione di dover indicare fin dal momento della domanda l’impresa esecutrice dei lavori e di allegare la documentazione relativa alle modalità di selezione seguite. Con le modifiche proposte, tale indicazione viene spostata ad un momento successivo e comunque antecedente l’adozione del provvedimento di concessione. La modifica va incontro alle richieste formulate dagli operatori economici, dalle Associazioni di Categoria e dagli Ordini professionali per snellire ed accelerare i tempi di avvio e di conclusione dei procedimenti di riconoscimento dei contributi;

3) l’utilizzo dei 35 milioni di euro, previsti dall’articolo 20 del D.L. n. 189 del 2016, esclusivamente per l’erogazione di contributi in conto capitale a favore degli operatori economici che realizzano ovvero abbiano realizzato investimenti produttivi nel territorio delle Marche e delle altre regioni interessate dagli eventi sismici, con priorità per coloro che hanno sofferto un pregiudizio in conseguenza del terremoto. Infatti, l’entità degli interessi mediamente richiesti dagli istituti di credito e dalle società finanziarie sui finanziamenti alle imprese, nonché l’esistenza di altre misure legislative finalizzate al riavvio dell’attività economica da parte delle imprese già localizzate in quei territori  e danneggiate dagli eventi sismici rendono la misura della legge (art. 20 c. 1 che prevede l’erogazione di contributi in conto interessi alle imprese) non particolarmente efficace rispetto all’obiettivo di ripristinare le normali condizioni di vita e di creare le condizioni per la ripresa dell’attività economica.

4) una più razionale ed efficiente utilizzazione delle risorse previste dall’articolo 24 del DL 189/2016 che destina almeno il 70% della dotazione di Euro 10 milioni alla concessione di finanziamenti agevolati a tasso zero a copertura del cento per cento degli investimenti fino a Euro 30.000,00 e, per la parte residua, ai finanziamenti agevolati, a tasso zero, a copertura del cento per cento degli investimenti fino a € 600.000,00; la proposta prevede che tutta la dotazione di 10 milioni di euro sia utilizzata per la concessione dei finanziamenti fino a Euro 30.000,00 al fine di sostenere il rilancio di un maggior numero di PMI beneficiarie;

5) la modifica della normativa sulla Zona franca urbana prevedendo l’accesso ai benefici a tutte le imprese che hanno avuto una riduzione di fatturato almeno pari al 25 per cento nel primo quadrimestre intero successivo alla data dell’evento sismico rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, recuperando così il folto gruppo di Comuni marchigiani, per lo più del maceratese, che erano stati aggiunti alla lista del c.d. “cratere” dopo gli eventi dell’ottobre 2016;

6) l’estensione ai titolari di imprese individuali o di imprese familiari del beneficio dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi per l’assicurazione obbligatoria infortunistica, a carico dei datori di lavoro, sulle retribuzioni da lavoro dipendente (art. 46 C. 2, D.L. 50/2017);

7) l’indicazione come primo criterio prioritario ai fini dell’attribuzione degli spazi finanziari attribuiti a ciascun ente locale, quello della realizzazione degli investimenti finalizzati a fronteggiare gli eccezionali eventi sismici e la ricostruzione, finanziati con avanzo di amministrazione o da operazioni di indebitamento, non solo da parte Comuni ma anche delle Province nei cui territori sono localizzati quelli del c.d. “cratere”;

8) la definizione della proprietà delle strutture abitative di emergenza (S.A.E.), prevedendo che esse vengano trasferite definitivamente al patrimonio delle amministrazioni territoriali coinvolte, mediante accordi tra Comuni, Regioni, Agenzia del Demanio e Dipartimento. Con lo stesso strumento viene trasferita la proprietà dei terreni su cui le S.A.E. insistono (che quando non di proprietà del Comune dovrebbero essere preventivamente espropriati dal medesimo Comune) e delle opere di urbanizzazione (quando non realizzate dal Comune). Con l’Accordo vanno definite anche le procedure per l’attivazione degli interventi di manutenzione che, sulla base del contratto stipulato con l’appaltatore che realizza le suddette S.A.E., è posto a carico della società aggiudicataria per 24/48 mesi.

8) precisazione che le regole della ricostruzione pubblica sono limitate agli edifici di culto, dichiarati di interesse storico-artistico ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, di proprietà di enti ecclesiastici civilmente riconosciuti. Si precisa, inoltre, che le disposizioni della ricostruzione pubblica operano anche in relazione alla ricostruzione e riparazione di archivi, musei, biblioteche e chiese ad eccezione di quelli di proprietà di enti ecclesiastici che sono, pertanto, soggetti alle regole della ricostruzione privata.

9) la puntualizzazione che le Diocesi divengono soggetti attuatori per gli interventi di riparazione, ripristino con miglioramento sismico e ricostruzione degli immobili di proprietà di tutti gli enti ecclesiastici che sono sottoposti alla giurisdizione dell’ordinario diocesano. In tal modo, si individua un unico soggetto attuatore per gli immobili di proprietà degli enti ecclesiastici sottoposti alla propria giurisdizione al quale viene affidato il compito di realizzare tutti gli interventi che interessano tali edifici.

10) la rateizzazione della restituzione dei tributi sospesi attraverso 24 rate ora prevista solo per i privati anche a favore di quelle imprese che non hanno chiesto il finanziamento bancario;

11) l’estensione dell’ammissibilità a finanziamento anche degli immobili già danneggiati o resi inagibili a seguito degli eventi sismici del 1997 e 1998 nelle regioni Marche ed Umbria e che hanno subito ulteriori danni a seguito di quelli del 2016 e 2017;

12) la possibilità per i Comuni di acquisire la proprietà di immobili necessari per la realizzazione dei piani di recupero e/o di progetti finalizzati al pieno ripristino del tessuto urbano in conseguenza degli eventi sismici;

13) l’estensione dei benefici previsti dalla legge “Art bonus” non solo ai beni del patrimonio artistico e culturale ma anche ai progetti da finanziare tramite raccolta fondi nel settore del “sociale” (es. case di riposo, strutture socio-assistenziali nei Comuni colpiti dal sisma ecc.);

14) l’equiparazione di tutti i Comuni del c.d. “cratere” a quelli della zona a rischio sismico 1, per consentire l’accesso al finanziamento dei costi di progettazione definitiva ed esecutiva di edifici destinati all’edilizia scolastica;

15) l’incremento a 258.000 euro della soglia di qualificazione (SOA) per agevolare la partecipazione alle gare anche delle PMI di cui è ricco il territorio coinvolto dal sisma;

16) l’ammissibilità a contributo anche delle pertinenze esterne inagibili di abitazioni agibili;

17) la disapplicazione delle sanzioni per l’omissione di alcuni adempimenti amministrativi nella fase di delocalizzazione (variazione al Registro per le imprese della Camera di Commercio, all’Albo degli artigiani, la presentazione della SCIA o la richiesta dell’AUA);

18) l’aumento da 300.000 a 400.000 euro del credito d’imposta riconosciuto alle imprese per l’attività formativa se le spese, almeno per un sessanta per cento, sono sostenute nei Comuni del “cratere”. E’ una proposta che vuole favorire l’utilizzo delle strutture ricettive (Alberghi, Resort ecc.) o di professionisti dei Comuni del “cratere” da parte delle imprese di altre regioni che possono svolgere, usufruendo di tale incentivo, attività formative nei territori colpiti dal sisma favorendo anche la ripresa dell’economia locale.

 

Sono consapevole che, al momento sono solo proposte e che una parte, nell’inevitabile scrematura degli oltre 5.000 emendamenti presentati in Parlamento, probabilmente non arriverà in Aula ma sono altresì convinto che essi potranno comunque costituire utili indicazioni anche per successivi provvedimenti. Come i numerosi colleghi del Partito Democratico, delle Marche e di altre regioni, che hanno sottoscritto questi emendamenti, mi auguro che il Governo ed il Parlamento sappiano cogliere l’obiettivo di rendere la ricostruzione più semplice, rapida ed efficace.

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