RAPPORTO RIFIUTI URBANI 2017

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Presentato dall’ISPRA il XIX Rapporto sui Rifiuti Urbani, un documento che fornisce il quadro aggiornato sulla produzione dei rifiuti, sulla raccolta differenziata e la loro gestione.

Dopo un quinquennio nel 2016 è aumentata la produzione nazionale di rifiuti urbani, un dato che si collega al miglior andamento dell’economia, del PIL e dei consumi.

In Italia la produzione di Rifiuti Urbani (RU) è stata di 30,1 milioni di tonnellate (un 2 per cento in più, pari a 590.000 tonnellate, rispetto al 2015).

Le regioni del Nord producono circa 14,2 milioni di tonnellate e segnano il maggiore aumento percentuale (+3,2%); in quelle del Centro con 6,6 milioni di tonnellate e al Sud con circa 9,4 milioni di tonnellate gli incrementi sono più contenuti (+0,9 e +1,1% rispettivamente).

Le regioni con i maggiori aumenti nella produzione dei rifiuti urbani sono il Veneto (+9%) e il Trentino Alto Adige (+4,5%); solo per tre regioni registrano una diminuzione: Liguria, -3,1%, Molise e Calabria, -1,2% per entrambe.

I valori maggiori di produzione pro capite si rilevano in Emilia Romagna (653 kg pro capite) e in Toscana (616 kg pro capite); la media nazionale è di 497 kg pro capite.

Rapporto rifiuti 2017

La raccolta differenziata a livello nazionale si attesta al 52,5% con un + 5% rispetto al 2015, dato comunque lontano dal 65% previsto dalla legge.

Riguardo alle modalità di gestione si registra un lieve incremento del ricorso alla discarica (-5% rispetto al 2015).

Nel 2016 in Italia erano in esercizio 134 le discariche che hanno ricevuto rifiuti provenienti dal circuito urbano, 15 in meno rispetto al 2015.

Il recupero di materia si attesta al 26% del totale raccolto, il trattamento biologico della frazione organica al 19% l’incenerimento al 19%.

Esportiamo rifiuti in misura quasi doppia di quelli che importiamo: l’export è di 433 mila tonnellate.

Riguardo ai costi di gestione dei rifiuti il costo totale medio per kg di rifiuto è di 39,09 euro, l’1,2% in più rispetto al 2015.

Dalla ricerca ISPRA risulta che i Comuni che applicano la “tariffa puntuale” presentano un costo medio pro-capite inferire rispetto a quelli che utilizzano la Tari normalizzata.

Nelle Marche il dato della raccolta differenziata è tra i migliori in Italia con il 65,42%.

Nel 2016 ogni cittadino marchigiano ha contribuito alla raccolta differenziata conferendo 320 kg di rifiuti destinati al riciclaggio. Le province migliori sono state Macerata con il 74,33% seguita da Ancona con il 66,37%.

Dei 236 Comuni marchigiani sono stati ben 135, corrispondenti ad oltre il 70% della popolazione complessiva, quelli che hanno superato la percentuale (65%) di raccolta differenziata prevista dalla legge.

In aumento anche nella nostra regione la produzione complessiva dei rifiuti; nel 2016 nelle Marche sono state prodotte circa 794.540 tonnellate di rifiuti urbani e assimilati, pari a 515 kg/abitante.

La tendenza degli ultimi anni è comunque in diminuzione dopo il picco registrato nel 2008 (871.403 tonnellate di RU).

Il Comune più virtuoso della provincia di Ancona è Monte San Vito che con l’80,73% di raccolta differenziata precede di un soffio Serra de’ Conti. Nel maceratese il Comune di Visso è in testa con l’83,04% seguito a ruota da Appignano con l’82,77%.

 

L’edizione integrale e la versione di sintesi del Rapporto Rifiuti 2017 sono disponibili sul sito dell’ISPRA

E’ inoltre possibile consultare tutti i dati sui rifiuti urbani in Italia a livello, regionale, provinciale e comunale cliccando qui.

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