Presentata una Proposta di legge per le casette in area sisma – comunicato stampa del 27 settembre 2017

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L’on. Piergiorgio Carrescia ha oggi depositato alla Camera dei Deputati una Proposta di legge recante “Disposizioni per l’emergenza abitativa e di immediata esecuzione nei Comuni colpiti dagli eventi sismici nelle regioni del Centro Italia negli anni 2016 e 2017” ipotizzando una soluzione al problema di chi, nell’emergenza, ha costruito in aree soggette a vincolo paesaggistico una “casetta” senza il preventivo titolo autorizzatorio.

Solo con una modifica della legge nazionale si possono risolvere situazioni come quelle di recente finite sulle cronache nazionali: è inutile nasconderselo e immaginare impraticabili scorciatoie.

Il “Codice Urbani”, una legge del 2004, non consente infatti di ottenere l’autorizzazione paesaggistica senza il preventivo accertamento della Sovrintendenza se non in pochi casi, tassativamente specificati, che non comprendono però quello relativo ad unità residenziali realizzate, senza titolo, dopo un evento sismico o altra calamità naturale.

La Proposta di legge dell’on. Carrescia si pone l’obiettivo di sanare quelle situazioni sorte nel Centro Italia ed è rigorosa per evitare sia che la sanatoria si trasformi in un condono generalizzato ed automatico, sia che possa essere il grimaldello per legittimare interventi di trasformazione in contrasto con la tutela del paesaggio e con gli strumenti urbanistici dei Comuni.

La soluzione ipotizzata parte dalla necessità di dare una risposta straordinaria ad un evento altrettanto eccezionale in cui 215.000 edifici hanno subito danni e di essi circa 84.000 sono già stati dichiarati inagibili o non utilizzabili, quasi 46.000 solo nelle Marche! L’avvio della fase della ricostruzione ha fatto emergere il fenomeno, per altro circoscritto, di edifici costruiti in zona edificabile ma soggetta a tutela paesaggistica da parte di residenti che non hanno potuto o voluto lasciare il territorio.

Il problema ha un profilo non solo urbanistico e paesaggistico ma anche sociale perché si tratta prevalentemente della costruzione di modesti moduli abitativi di proprietà di persone anziane o dei loro stretti congiunti.

Il caso emblematico è quello della “signora Peppina” che, con le figlie, ha costruito un fabbricato in legno nel Comune di Fiastra, in un’area edificabile e nel rispetto di tutte i requisiti di tutela ambientale, sismica, sanitaria ecc. previsti dalla legge; l’unico vulnus sta nel fatto che, la costruzione è all’interno dei confini del Parco Nazionale dei Sibillini e quindi in un’area per la quale non è consentita la sanatoria edilizia.

La Proposta di legge introduce invece la possibilità di ottenere l’autorizzazione paesaggistica ex post a condizione che, ovviamente, quanto è stato costruito sia compatibile con lo strumento urbanistico comunale e con la tutela di ambiente e paesaggio.

In sostanza, è la logica della Proposta di legge, non ha senso imporre la demolizione di quello che si sarebbe potuto costruire seguendo il percorso ordinario solo perché a causa del sisma è stata edificata una “casetta” senza il preventivo provvedimento abilitativo.

Questo soluzione, se trasformata in legge, eviterebbe sia l’applicazione della sanzione penale sia quella amministrativa della demolizione.

Non è però un provvedimento illimitato perché può essere richiesto solo per chi ha costruito ad uso residenziale, per chi era proprietario dell’area ovvero parente o affine, nel periodo 24 agosto 2016- 24 agosto 2017, in uno dei Comuni del “cratere”.

Non solo: l’edificio deve essere stato costruito prima del 24 agosto 2017 e risultare effettivamente abitato da persona che non sia proprietario di altre case agibili; avere una volumetria comunque non superiore all’abitazione dichiarata inagibile; alla domanda in sanatoria deve essere allegata una perizia a firma di un tecnico abilitato che assevera che l’opera è stata realizzata nel rispetto delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative all’efficenza energetica e di tutela dal rischio idrogeologico.

“Sono consapevole che riuscire a far calendarizzare ed approvare una Proposta di legge così delicata non sarà facile tenuto conto già del ricco ordine del giorno della Camera dei Deputati; può però essere una indicazione concreta, un percorso che il Governo può riprendere in uno dei prossimi decreti legge o il cui contenuto può essere accolto all’interno di altri Disegni di legge già in itinere. E’ una soluzione che non espone i Sindaci al rischio di rilasciare atti non conformi ed evita di intasare le Procure con notizie di reato per costruzioni realizzate in un drammatico momento di emergenza per superare gli inevitabili tempi burocratici. Mi auguro che possa aiutare a dare una risposta positiva non solo alla signora Peppina ma anche alle altre situazioni simili. Nei prossimi giorni la Proposta sarà depositata anche in Senato dal collega Mario Morgoni. Ritengo che quella avanzata sia una proposta che contempera aspettative e diritti e che può risolvere un problema che è anche sociale senza alterare luoghi e paesaggi fra i più belli d’Italia.”

 

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