Fermo pesca biologico 2017 – comunicato stampa del 20 giugno 2017

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In questi giorni il mondo della pesca è in agitazione anche nelle Marche per l’annunciata ipotesi del fermo biologico anche per il 2017.

Come evidenziato nei giorni scorsi da Federpesca la contrarietà non è di principio all’istituto del fermo pesca ma ai ritardi nel pagamento degli indennizzi degli anni precedenti.

Il problema è stato sollevato ora anche alla Camera dei Deputati con un’interrogazione dell’on. Piergiorgio Carrescia che fa notare al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali che i mancati pagamenti di due anni delle indennità di Cassa Integrazione per gli equipaggi, un onere che la marineria non riesce più a sostenere.

La misura del fermo per questo anno è stata anticipata dalla Direzione Generale della Pesca in una recente riunione con i rappresentanti delle Associazioni di Categoria  e prevederebbe una modalità di indennizzo per 26 giornate, a fronte di un’interruzione di 90 giorni, includendovi il “fermo tecnico”, un altro aspetto di criticità.

L’on. Carrescia ha quindi chiesto chiarimenti al Ministro Martina sulla riproposizione e sulle modalità del fermo pesca biologico  ma soprattutto sulle cause del ritardo nei pagamenti delle indennità degli anni precedenti ed entro quando si provvederà alla loro liquidazione agli aventi diritto.

“Il fermo biologico è uno strumento delicato – dichiara il deputato anconetano – che va gestito con grande attenzione sia dal punto di vista ambientale sia per i risvolti che ha sull’economia delle imprese marchigiane;  se gli indennizzi, dopo un biennio, ancora non sono arrivati non si possono chiedere ulteriori sacrifici alla marineria. Mi auguro perciò che anche questo atto ispettivo contribuisca a sollecitare un adempimento dovuto e che si ristabilisca un miglior clima fra tutti i soggetti interessati.”

on. Piergiorgio Carrescia

qui l’interrogazione sul fermo pesca biologico 2017

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