CRESCE L’OCCUPAZIONE, DIMINUISCE LA DISOCCUPAZIONE, ANCHE QUELLA GIOVANILE

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A novembre il numero di occupati è cresciuto di 345 mila unità ed ha raggiunto il numero di 23 milioni e 183 mila, il livello più alto da 40 anni.

Rispetto a febbraio 2014 gli occupati sono 1 milione e 29 mila in più (di cui 541 mila a tempo indeterminato, il 53%).

Nel 2014, all’inizio del Governo Renzi, la disoccupazione era oltre il 13%, adesso è all’11%; quella giovanile era oltre il 44%, adesso è scesa sotto il 32,7%”; il tasso è sceso di 1,3 punti percentuali in un mese e di 7,2 punti in un anno, il calo più forte di tutta l’Eurozona.

L’occupazione femminile è al 49,2%, il valore più alto di sempre.

Al netto dell’effetto della componente demografica, l’occupazione è cresciuta in tutte le classi di età.

Diminuiscono i disoccupati (-243 mila unità in un anno e -416 mila rispetto a febbraio 2014) e gli inattivi (-173 mila rispetto a novembre 2016 e -944 mila rispetto a febbraio 2014). Il tasso di occupazione sale al 58,4% (+0,9 punti percentuali su novembre 2016), mentre il tasso di disoccupazione scende all’11%, il livello più basso dopo il settembre 2012.

“Si può e si deve fare ancora meglio. Servono più che mai impegno e serietà, non certo una girandola di illusioni”, così su twitter il premier Paolo Gentiloni ha commentato i dati Istat sul lavoro.

Il JobsAct – aggiunge Matteo Renzi – ha fatto aumentare le assunzioni, non i licenziamenti: il tempo è galantuomo, lo diciamo sempre!

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